Perché i raggi X si chiamano proprio così? E i raggi gamma?

Roengten, un fisico tedesco, scoprì i raggi X per caso, e per rimarcare che quella radiazione fosse così misteriosa la chiamò col nome della famosa incognita: “X” appunto.
Voleva vederci chiaro, così chiese a sua moglie di mettere la mano davanti a un fascio di raggi X per vedere che cosa sarebbe successo. La donna accettò, non so se per amore del marito o per amore della scienza. Comunque sia, così venne impressa la prima radiografia della storia: la radiografia della mano della consorte di Roengten. Si vedeva anche l’anello che indossava, un gioiellone che testimoniava l’amore ricambiato del marito.
Vinse il nobel ma morì povero. Come a dire: il successo scientifico spesso non paga.

E che dire dei raggi gamma? In quello stesso periodo si conosceva già il decadimento radioattivo alfa e quello beta. Così, alla scoperta del nuovo decadimento radioattivo, venne dato il nome della lettera greca che seguiva: “gamma”. Che fantasia eh?!

Raggi X e raggi gamma costituiscono le radiazioni più energetiche di tutto lo spettro elettromagnetico. I raggi X derivano da fenomeni elettronici, cioè che vedono coinvolti gli elettroni, mentre i raggi gamma sono dovuti a fenomeni nucleari, cioè che vedono coinvolti i nuclei degli atomi.

Sono tutte e due radiazioni ionizzanti: causano l’espulsione di elettroni da parte degli atomi. L’effetto finale? Causano mutazioni genetiche, quindi tumori.
Una lunga esposizione è pericolosa, è vero, però l’utilità di una radiografia è superiore a qualunque rischio associato a una breve esposizione ai raggi X: accettiamo il rischio.

Per saperne di più cliccate qui e ascoltate la consueta puntata della rubrica “Uno scienziato in salotto” dove ho parlato proprio di queste due radiazioni.