Scienza e falsa scienza nelle pubblicità:
Vi siete accorti che termini come “betaglucani”, “micellare”, “omega 3”, “microparticelle” sono sempre più diffusi nelle pubblicità?
Vi siete chiesti perché?

Certo, alcuni magari comprano un prodotto per apparire come il testimonial del momento o come quell’altro idolo che balla col cappello blu. Ma se ci sono degli elementi “oggettivi” e “scientifici” acquistiamo il prodotto con più tranquillità.
Diciamoci la verità: se lo dice la scienza ci crediamo.

Diamoci dentro: i betaglucani, fanno bene ma sono diffusi in molti alimenti: legumi, cereali, funghi. Perché mai dovrebbero essere così sbandierati in quel pacco di crackers lì.. se stanno anche nel sacco di avena?
Le microparticelle… inquinano perché sono di plastica finemente suddivisa che riversata nelle acque viene inglobato negli organismi acquatici entrando così nella catena alimentare. Poi non ci lamentiamo se tra qualche anno il tonno freschissimo al barbecue puzza di plastica bruciata.
L’acqua micellare… sapete che le micelle stanno nella semplice acqua e sapone?
Gli omega tre fanno bene al cuore… ma per caso conoscete il ruolo degli omega 6 e gli omega 9? Peggio, sembra che ci debba essere un equilibrio tra questi tipi di composti, senza eccedere in una classe in particolare… e ora come la mettiamo allora?
E il coenzima Q10? Questo composto definito miracoloso e figo, ha anche un altro nome: “UBIchinone”. E si chiama così perché è UBIquitario, cioè sta OVUNQUE. Senza nulla togliere al suo potere antiossidante, ovviamente, come i polifenoli dei quali ce ne stanno di tutte le varietà e come la vitamina C. Tempo fa la vitamina C era messa nelle creme per le rughe, ma quelle costose, ora è la moda del coenzima Q10, ma secondo voi è più figo dei tannini del vino rosso?

Tra betaglucani, omega3 e integratori di tutti i tipi c’è da rimaner disorientati, e allora un’occhiata al post dei fondamenti scientifici della buona nutrizione non guasta!

https://pietrocalandra.wordpress.com/2017/09/22/la-buona-nutrizione-da-un-punto-di-vista-scientifico/

Nel caso delle pubblicità, quindi, che quel prodotto fa bene ce lo dice la scienza o lo spot pubblicitario?
Ecco la differenza sottile. Se ci fate caso, molti spot pubblicitari inseriscono solo dei termini scientifici, pochi altri mostrano in effetti cosa, questi ritrovati scientifici nei prodotti, farebbero.
Anche stavolta, ce lo dice la scienza o chi parla è lo spot?

La scienza è vista come una verità esatta e indiscutibile, quindi se lo dice la scienza ci crediamo ciecamente. E ci beviamo tutto come acqua. Meglio se non è quella micellare. Altrimenti facciamo bolle a gogò.

Se volete sentire qualche mia breve intervista a Radio Cusano Campus, ascoltate questi podcast: abbiamo dedicato ben due puntate della rubrica “Uno scienziato in salotto” alla scienza nelle pubblicità

scienza e pubblicità I

scienza e pubblicità II