Affrontiamo adesso l’argomento “il tempo”, da sempre oggetto di studio dei più grandi filosofi.
Non il tempo meteorologico, ovviamente ma il tempo inteso come dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi.
Lo diceva Parmenide che era un assurdo, Zenone che è un illusione, ma i fisici cosa dicono?
Iniziamo con la definizione del dizionario: Treccani dice “L’intuizione e la rappresentazione della modalità secondo la quale i singoli eventi si susseguono ”
Bene… “intuizione” e “rappresentazione”…
Intuizione lascia intendere che sia una costruzione mentale.
D’altronde, se siamo chiusi in una stanza al buio per un certo periodo di tempo sappiamo che “perdiamo la cognizione del tempo”.
Poi si parla di rappresentazione, e qui si capisce che ci dev’essere una modo per rappresentarlo, cioè per descriverlo.
Ma se si deve descrivere si deve prima definirlo. Ottimo: è il lavoro preferito dei fisici, quello di definire le grandezze.
Ma dobbiamo definirlo in maniera precisa e univoca. Il secondo, l’unità di misura del tempo, venne quindi definita come la 86.400esima parte del giorno solare medio.
Bene, il giorno solare lo vediamo tutti, consideriao quello medio tra i vari periodi dell’anno, e dividiamo tutto per 86.400. Facile.
Insomma…. perché il giorno solare medio cambia col tempo, allora meglio ricorrere a qualcosa di più rigoroso: nel 1967 il secondo diventa “la durata di 9 192 631 770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini, da (F=4, MF=0) a (F=3, MF=0), dello stato fondamentale dell’atomo di cesio-133”
Ufficio complicazioni affari semplici?
Niente di tutto ciò, perché in questo modo il secondo rimane lo stesso in qualunque contesto.
Se dobbiamo misurare istanti brevissimi e/o confrontarli con periodi che differiscono di molto poco, tale precisione è necessaria.

Ma il tempo è anche soggettivo, perché nasce da dei cambiamenti fisiologici scanditi dai ritmi circadiani, cioè che oscillano con l’altalena giorno-notte.
La melatonina, che viene sintetizzata in assenza di luce dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità, vede aumentare la sua concentrazione nel sangue per indurre al sonno. Ha il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino con la comparsa della luce che inibisce la produzione della melatonina.
Ecco quindi, ancora una volta, che le nostre funzioni si sincronizzano con gli eventi legati alla rotazione terrestre.
Evento non atipico, visto che la sincronizzazione tra meccanismi è un must che sembra molto comune e responsabile di tanti fenomeni fisici.
Presto pubblicherò un post dedicato.
In ogni caso è fondamentale un orologio che ci scandisce il tempo: il sorgere e il tramontare del sole oppure un orologio da polso. In assenza di tutti e due, senza alcun riferimento che cis candisce il tempo, perdiamo la bussola… anzi no, la cognizione del tempo!
Chi viene rapito e bendato difficilmente potrà dire con esattezza quanto tempo è passato in macchina mentre i banditi lo trasportavano al covo. Nei paesi sopra il circolo polare, dove la notte dura sei mesi, ci sono suicidi a gogò… se ci divertiamo il tempo “vola”…
Quanto è soggettivo il tempo!
Ne abbiamo parlato nella rubrica “Uno scienziato in salotto”

http://www.tag24.it/podcast/pietro-calandra-uno-scienziato-salotto-il-tempo/

Ma il tempo, oltre che soggettivo è anche relativo… e di questo ne parliamo nel prossimo post!