Bromo e cloro sono due elementi conosciuti e che incutono un po’ di timore… l’acqua puzza di cloro e il bromo forse ci ricorda il bromuro, comunque da temere.

Tutto ciò a ragione: se lo iodio è importantissimo per la nostra dieta (vedere il post relativo) salendo lungo il gruppo degli alogeni della tavola periodico incontriamo, nell’ordine, il bromo e il cloro.

C’è da dire che è vero che appartengono allo stesso gruppo degli alogeni (il VII, cioè il penultimo nel sistema periodico) ma c’è anche da dire che per loro vale la regola che accomuna tutti gli elementi, cioè che andando verso l’alto aumenta la tendenza che un elemento ha di attrarre a sé elettroni (chiamata elettronegatività). Questo fa sì che il Bromo e quindi ancora di più il cloro hanno sempre maggiore tendenza ad accaparrarsi elettroni, a qualunque costo, anche a discapito di strutture molecolari organiche, che sono costituenti delle strutture viventi, se ne vengono a contatto. Da qui l’utilizzo dei composti contenenti bromo e cloro come armi chimiche.

E sebbene nel 1899 la convenzione dell’Aia inizia a vietare l’uso delle armi chimiche in guerra, nel 1912 il governo francese usa il bromoacetato di etile per sgominare una banda di rapinatori a Parigi, sfruttando l’interpretazione letterale della convenzione: le armi chimiche sono vietate in guerra, non certo in tempi di pace per catturare malfattori. Ma la notizia si diffonde e i Tedeschi, sempre molto avanti in campo tecnologico, si mettono al lavoro per usare il bromo nella preparazione di armi chimiche. Anche qui, grazie a un’interpretazione letterale della convenzione dell’Aia che vietava l’utilizzo di proiettili il cui unico scopo fosse quello di propagare gas velenosi o asfissianti. Ma se lo scopo è anche la propagazione di tali gas? cioè se oltre ai gas c’è anche l’esplosivo? allora la propagazione del gas velenoso non è più unico scopo… Complimenti ai Tedeschi e alle loro abilità legali.

Ma nonostante gli sforzi dell’industria bellica per riuscire a mettere assieme esplosivo e gas asfissiante (il bromuro di xilile) in una granata, gli esiti non sono quelli sperati. Un bombardamento con 18.000 granate di “croce bianca”, così era chiamata l’arma chimica, sui Russi non porta ad alcunché perché, siamo a fine 1915, in Russia fa un freddo cane e il gas condensa in liquido anziché sprigionarsi come vapore.

Fritz Haber, chimico tedesco famosissimo (e devo dire anche molto bravo) per aver inventato il modo per fissare industrialmente l’azoto, era stato messo a capo della sezione armi chimiche in Germania e non si lascia scoraggiare da quest’insuccesso. Anzi, come i grandi scienziati determinati, passa al cloro, che si trova una casella su rispetto al bromo, con esiti immaginabili. Stragi. Divenne famosa la regola di Haber che correla concentrazione di cloro, tempo di esposizione e tasso di mortalità. Chissà quante vittime sono servite per arrivare a una regola statisticamente valida: 419.000 vittime russe, 200.000 soldati stessi tedeschi, 190.000 morti francesi, 73.000 mori statunitensi, 60.000 italiani ecc ecc…

Agghiacciante. Ancora più agghiacciante se pensiamo che in un’operazione da lui stesso supervisionata, il 22 aprile 1915 nell’attacco muoiono 5000 persone nei primi 10 minuti. La costante di Haber indica la dose minima di gas letale per l’uomo. Ancora più sconcertante se pensiamo che dopo questi episodi nel maggio 1915 non volle ascoltare le preghiere di sua moglie Clara Immerwahr, (anch’ella brillante chimico, anzi la prima donna ad ottenere un dottorato alla prestigiosa Università di Breslavia), che lo supplicava di smettere con queste ricerche. In quell’occasione, dopo un violento litigio la moglie si uccide con la rivoltella di servizio di Haber come segno di estrema protesta e il giorno dopo Fritz Haber riparte per continuare le sue attività senza pensare neanche ai funerali (non lo metto in grassetto perché l’idea mi ripugna).

Ma, ironia della sorte, nel 1919 Haber vincerà il nobel per la produzione di ammoniaca a partire da azoto e idrogeno, di fatto una scoperta eccezionale che, offrendo grande disponibilità di azoto ammoniacale, è stato e sarà utilissimo per la fertilizzazione dei campi salvando dalla fame milioni di persone. Anche se della fertilizzazione sembra non fregasse granché, perché con l’ammoniaca si potevano preparare vari esplosivi…

Insomma questo chimico, eclettico dobbiamo ammetterlo, ricerca successivamente metodi per estrarre l’oro dall’acqua del mare (senza successi) e lavora allo xyklon A, un potente insetticida, poi allo zyklon B. Ma i tempi cambiano, lui era di origini polacche, era stato ebreo (convertitosi al protestantesimo per ragioni di carriera) e di lì a poco i Nazisti iniziano a mal vedere tali individui. Hitler disse: “Se la scienza non può fare a meno degli ebrei, noi in pochi anni faremo a meno della scienza“. Haber emigra e muore di infarto. Il suo ziclon B viene utilizzato per sterminare milioni ebrei, parenti di Haber inclusi.

Si ringrazia Wikipedia per l’immagine in evidenza